1284. La battaglia della Meloria

1284. La battaglia della Meloria, Roma-Bari, Laterza, 2018

Il 6 agosto del 1284, nei pressi delle secche della Meloria, al largo di Livorno, Genovesi e Pisani si affrontarono in quella ch’è solitamente ritenuta la più grande battaglia navale del Medioevo. Benché gli storici abbiano ormai riconosciuto la sua scarsa incidenza sul mutare delle strutture economiche di Pisa, uscitane sconfitta, lo scontro continua a essere presentato come risolutivo per gli equilibri tirrenici e mediterranei. Fu davvero cosi? In realtà, è piuttosto vero il contrario: la Meloria non fu altro che il punto d’arrivo d’una serie di rivolgimenti del quadro mediterraneo – dalla caduta dell’Impero Latino di Costantinopoli all’ascesa della potenza angioina, allo scoppio della guerra del Vespro – capaci d’imprimere un’accelerazione a dinamiche in atto da tempo.
In effetti, i lunghi anni di guerra – di cui la Meloria costituisce l’episodio centrale – avrebbero avuto effetti duraturi sull’assetto di entrambe le città. Ma più sui quadri interni, a livello politico e istituzionale, che sul loro posizionamento nello scacchiere mediterraneo. Piuttosto, gli effetti del conflitto si manifestarono prepotentemente in altri ambiti; in particolare, nell’affinarsi del pensiero tattico-strategico navale. Con la Meloria, i metodi e le tecniche della guerra navale giunsero a maturazione, subendo gli effetti di quella “rivoluzione nautica” che avrebbe portato ai primi tentativi di fuoriuscire dai confini del Mediterraneo. Al resoconto accurato degli eventi, ricostruito attraverso le fonti del tempo – talune inedite –, l’autore accosta un’ampia riflessione su un tema quale quello della guerra, e, nello specifico, della guerra sul mare, che torna a riaffacciarsi prepotentemente nella saggistica storica. E lo fa a partire da una prospettiva eminentemente marittima e navale.

Recensione di Paolo Mieli (Genova e Pisa. Le duellanti) – Corriere della Sera (06/02/2018)

Recensione di Franco Cardini (La battaglia della Meloria, così Genova vinse il duello con Pisa) – Il Secolo XIX (15/02/2018)

Intervista (1284. La battaglia della Meloria) – Letture.org (marzo 2018)

Recensione di Mattia Nesto (Quel gran Risiko del Mediterraneo) – CriticaLetteraria.org (17/03/2018)

Recensione di Marina Montesano (Fermo-immagine sulla battaglia navale di Meloria per la supremazia nel Tirreno) – Il Manifesto (28/03/2018)

In partibus Ultramaris

In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta (secc. XII-XIII), Roma, ISIME, 2017

Il volume, frutto di una tesi dottorale discussa nel giugno del 2012 presso l’Università degli Studi di San Marino, tenta di valutare l’incidenza della partecipazione al movimento crociato e della frequentazione della Terrasanta sulle istituzioni, sulla società, sull’economia e sulla mentalità dei Genovesi dei secoli XII e XIII. Se da questo punto di vista, Pisa e Venezia hanno ricevuto le maggiori attenzioni – basti pensare ai molti studi sulla quarta crociata e sull’influenza ch’essa ha avuto nella costruzione dell’identità municipalistica veneziana, o al modo in cui la storiografia pisana ha guardato a episodi quali la presa di Palermo, di al-Mahdīya o delle Baleari, o, ancora, alle spedizioni dell’arcivescovo Daiberto alla prima crociata e dell’arcivescovo Ubaldo alla terza –, Genova, pur beneficiando di validi lavori sul secolo XII, e, in particolare, sull’opera storiografica di Caffaro, difettava d’un’analisi ad ampio raggio, soprattutto a fronte della straordinaria continuità della sua esperienza crociata e della gran mole di documentazione pervenutaci. Continua a leggere

Acri 1291. La caduta degli stati crociati

Acri 1291. La caduta degli stati crociati, Bologna, il Mulino, 2017

Sappiate, bei signori, che nessuno potrebbe dire né raccontare il pianto e il dolore che vi fu quel giorno, e la pietà per i piccoli massacrati e sventrati dai cavalli, che gli passavano sopra, né c’è persona al mondo, pur con cuore duro, che non piangesse a vedere quella punizione, e perciò sono sicuro che tutti i cristiani piangevano quel giorno, vedendo ciò, poiché anche i Saraceni, come si è saputo, avevano poi provato pietà e piangevano (Cronaca del Templare di Tiro)

Il 18 maggio del 1291, dopo un drammatico assedio, Acri, l’opulenta capitale del regno crociato di Gerusalemme, cadeva sotto i colpi d’un giovane ma ambizioso sultano mamelucco, seguita dieci giorni dopo dal castelletto templare, teatro dell’estrema difesa cittadina. Cessava così, dopo quasi due secoli, la presenza crociata in Terrasanta. L’Occidente metabolizzò il fatto con un gran vociare e molte recriminazioni, ma senza impegnarsi attivamente per recuperare quanto perduto. In questo libro, la fine degli stati crociati è letta nel contesto più generale dei sommovimenti che interessarono il territorio siro-palestinese nel corso del XIII secolo: un’area contesa a vario titolo fra Mongoli e Mamelucchi, Genovesi, Pisani e Veneziani, papi e imperatori, Templari e Ospitalieri, re, regine e reggenti, e difesa da nugoli di crociati sovente indisciplinati che finiranno per decretarne la rovina.

Acre 1291

The Fall of the Crusader States

On May 18, 1291, after a disastrous siege, Acre, the capital of the Crusader Kingdom of Jerusalem, fell under to the attacks of a young yet ambitious Mamluk sultan. After almost two centuries, so ended the Crusaders’ presence in the Holy Land. The news created a great stir among contemporaries, who nonetheless felt that the situation was not irreversible. The West assimilated the event with clamour and recriminations, but did little to recover what had been lost. This account of the final stages of the Crusader States highlights the more general context of the upheavals affecting Syrian-Palestinian lands during the 13th century and the struggles involving Mongols, Mamluks, Genoese, Pisans, Venetians, popes, emperors, Knights Templar and Hospitaller, kings, queens and regents. Those lands were defended by a host of often unruly crusaders and populated by a motley assortment of humanity.

Recensione di Paolo Mieli (La crociata dei litigiosi) – Corriere della Sera (23/01/2017)

Recensione di Giorgio Ieranò (Acri 1291, così finisce la dolce vita dei cristiani d’Oriente) – La Stampa (23 gennaio 2017)

Recensione di Felice Laudadio (Acri 1291) – SoloLibri.net (16/03/2017)

Recensione di Paolo Calabrò (Acri 1291) – Mangialibri.com (marzo 2017)