In partibus Ultramaris

In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta (secc. XII-XIII), Roma, ISIME, 2017

Il volume, frutto di una tesi dottorale discussa nel giugno del 2012 presso l’Università degli Studi di San Marino, tenta di valutare l’incidenza della partecipazione al movimento crociato e della frequentazione della Terrasanta sulle istituzioni, sulla società, sull’economia e sulla mentalità dei Genovesi dei secoli XII e XIII. Se da questo punto di vista, Pisa e Venezia hanno ricevuto le maggiori attenzioni – basti pensare ai molti studi sulla quarta crociata e sull’influenza ch’essa ha avuto nella costruzione dell’identità municipalistica veneziana, o al modo in cui la storiografia pisana ha guardato a episodi quali la presa di Palermo, di al-Mahdīya o delle Baleari, o, ancora, alle spedizioni dell’arcivescovo Daiberto alla prima crociata e dell’arcivescovo Ubaldo alla terza –, Genova, pur beneficiando di validi lavori sul secolo XII, e, in particolare, sull’opera storiografica di Caffaro, difettava d’un’analisi ad ampio raggio, soprattutto a fronte della straordinaria continuità della sua esperienza crociata e della gran mole di documentazione pervenutaci. Non a caso, la considerazione del ruolo avuto dai Genovesi all’interno del movimento crociato è stata per molto tempo subordinata alla loro funzione economico-commerciale. Non a torto: le crociate agirono effettivamente da catalizzatore dei traffici occidentale verso il Levante, favorendo un più generale movimento di uomini e merci tra le diverse sponde del Mediterraneo. Tuttavia, non è possibile esaurire il loro ruolo in questa prospettiva. Anche i Genovesi prendevano la croce. Senza per questo tralasciare i propri interessi economici. La loro spinta espansionistica fu spesso accompagnata da una forte carica ideale e religiosa, tendente a sottolineare il sempre vivo ruolo anti-musulmano rivestito dai propri concittadini o, più semplicemente, il favore divino nei propri confronti. Il volume, dunque, tenta di coniugare questi aspetti ad altri quali la situazione politica interna, la strategia diplomatica a livello internazionale, l’impegno militare e il quadro della mentalità, con lo scopo di cogliere le molte modalità di approccio dei Genovesi alle terre del Levante nel corso dei cosiddetti secoli “crociati”.

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